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2017
CASSA INTEGRAZIONE – E’ stabile in Lombardia nel 2° e 3° trimestre 2017
03/11/2017

L’economia lombarda sta gradualmente uscendo dalla crisi. Lo conferma anche l’elaborazione condotta dal dipartimento Mercato del Lavoro Cisl Lombardia sulla base dei dati Inps relativi al 2° e 3° trimestre 2017. In termini generali la cassa integrazione è stazionaria (13.711.118  di ore nel 2° trimestre, 13.727.883 nel 3°), anche se si registrano significative differenze interne legate alle tipologie di cassa integrazione, ai territori e ai settori.

“I dati mostrano una graduale e progressiva uscita dalla crisi dell’industria manifatturiera lombarda - commenta Mirko Dolzadelli, segretario regionale Cisl Lombardia con delega al Mercato del lavoro -. Si conferma il cauto ottimismo segnalato nel corso dell’anno e si evidenzia l’avvio di una fase di ripresa e di un migliore utilizzo delle politiche passive”.

La cassa integrazione ordinaria si riduce in tutta la Lombardia - tranne nei territori di Milano e Lodi – ed il calo è dovuto per più dell’80% al miglioramento congiunturale dei settori metalmeccanico e chimico, seguiti dai settori edile e cartai poligrafici. A Milano e Lodi si registra invece una crescita della cassa ordinaria nel settore moda e nel metalmeccanico. Quest’ultimo ha un andamento contraddittorio, che vede un miglioramento complessivo nella regione e insieme un peggioramento nel territorio di Milano.

La cassa integrazione straordinaria registra un aumento totale delle ore dovuto in particolare ai settori metalmeccanico e chimico che hanno entrambi un incremento di circa 1 milione e 200mila ore di cassa straordinaria. In particolare il peggioramento si registra nei territori di Milano e Bergamo. L’incremento totale della cigs resta contenuto grazie al calo significativo registrato nel settore moda.

L’incidenza della cassa integrazione in deroga sul totale è bassa, meno del 10%. L’unica variazione significativa in termini assoluti è registrata nei settori commercio e agro-alimentare.

I settori maggiormente interessati da un peggioramento sono il chimico e in modo meno marcato il settore cartai poligrafico, entrambi soprattutto per l’andamento della cassa straordinaria nel territorio di Bergamo.

 

ARTIGIANI - Oltre 180mila lavoratori lombardi in attesa del contratto
14/11/2017

Sono oltre 180mila i lavoratori lombardi delle imprese artigiane in attesa del rinnovo della parte economica del Contratto collettivo regionale di lavoro, scaduto nel dicembre 2014.

Nonostante le ripetute dichiarazioni sull'importanza del ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori per lo sviluppo e crescita delle aziende, le associazioni artigiane lombarde si rifiutano di avviare la trattativa richiesta dai sindacati di categoria.
Il mancato rinnovo contrattuale è lesivo della dignità delle  lavoratrici e dei lavoratori dei diversi settori dell’artigianato lombardo:  metalmeccanici, tessili, abbigliamento e calzature, acconciatura ed estetica, ceramica, lavanderie, pulizie, legno e arredamento, istallazioni impianti, alimentaristi, panettieri, grafici, chimici, gomma-plastica, lapidei.

Negare il diritto alla contrattazione decentrata di II livello, contrapponendola strumentalmente alla contrattazione nazionale,  dimostra quanto sia ostile il comportamento delle associazioni artigiane nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori ed è sintomatico del livello di miopia negoziale.

Per denunciare la gravità della situazione e l’urgenza dell’avvio delle trattative, le Federazioni di categoria Cgil Cisl Uil che rappresentano lavoratori dell'artigianato hanno organizzato iniziative di protesta davanti alle aziende dei presidenti di Confartigianato e di Cna della Lombardia, Andrea Massetti e Daniele Parolo. 

Giovedì 23 novembre si terranno quindi due presidi, dalle ore 7.30 alle 12, davanti alle aziende dei presidenti di Confartigianato (La Compagnia della Stampa, viale industria 19 Roccafranca - BS) e Cna (Parolo Revisioni autofficina di Via Lario 12 Gallarate VA).

LAVORATORI LEGNO E LAPIDEI - Protesta per il mancato rinnovo del contratto regionale
14/11/2017

FENEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL, CGIL, CISL, UIL LOMBARDIA DENUNCIANO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO REGIONALE ARTIGIANI LEGNO e LAPIDEI E ORGANIZZANO DUE PRESIDI IL  23 NOVEMBRE 2017, DALLE 7,30 ALLE 12,00, DAVANTI ALLE AZIENDE DEI PRESIDENTI REGIONALI DI CONFARTIGIANATO E CNA: VIA LARIO 12 - GALLARATE (VA) -  VIALE INDUSTRIA 19  -  ROCCAFRANCA (BS).

Di fronte al blocco negoziale dei CCRL Lombardia, imposto dalle associazioni artigiane, le Segreterie Regionali di FENEAL UIL FILCA CISL FILLEA CGIL  della Lombardia, unitamente a CGIL CISL UIL LOMBARDIA e CON IL SOSTEGNO DI TUTTE LE CATEGORIE in attesa di rinnovo del contratto regionale, richiamano alla responsabilità i Presidenti Regionali della Lombardia di CONFARTIGIANATO e CNA, protestando davanti alle loro aziende per denunciare la gravità della situazione e l’urgenza dell’avvio  delle trattative.

Le Federazioni di CGIL - CISL - UIL della Lombardia, per rafforzare l’iniziativa finalizzata al rinnovo di tutti i sei contratti regionali del settore artigiano, scaduti nella parte economica il 31.12.2014, sostengono appieno la scelta delle categorie FENEAL, FILCA, FILLEA di organizzare due presidi il prossimo 23 novembre. Condividono l’utilità della mobilitazione per ottenere una concreta apertura dei tavoli del confronto al fine di rinnovare i contratti regionali Legno e Lapidei ormai da tempo presentati alle controparti. Il valore generale di tale iniziativa sarà sostenuto attraverso la partecipazione ai presidi delle delegazioni territoriali e regionali da parte di tutte le confederazioni e delle categorie interessate al rinnovo dei  CCRL di oltre 180.000 lavoratori e lavoratrici lombarde delle imprese artigiane. 

FENEAL UIL FILCA CISL FILLEA CGIL LOMBARDIA, che rappresentano le lavoratrici e i lavoratori del settore, denunciano il mancato rinnovo del CONTRATTO REGIONALE ARTIGIANI LEGNO E LAPIDEI scaduto il 31 dicembre 2014.
Dopo l’incontro con le controparti, il 7 marzo scorso, è calato il silenzio nonostante i ripetuti appelli delle OOSS rivolti anche ai Presidenti Regionali di CONFARTIGIANATO, CNA, CLAAI E CASA.

FENEAL UIL FILCA CISL FILLEA CGIL LOMBARDIA ritornano a protestare per la mancanza di rispetto degli impegni presi dalle Associazioni Artigiane a seguito della mobilitazione del 16 febbraio scorso 
Secondo i dati forniti dagli Osservatori, il settore è in netta ripresa, come si è visto anche dal successo del Salone Internazionale del Mobile 2017, che ha registrato risultati positivi in termini di ordini e fatturati. L’Italia è il secondo Paese produttore in Europa e il quarto nel mondo in questo settore, ora si tratta di riconoscere a lavoratrici e lavoratori la loro quota di aumento salariale. 

Il mancato rinnovo contrattuale è lesivo della dignità dei 12.750 addetti del legno e dei 5.000 addetti nei lapidei che lavorano senza rinnovo del Contratto Regionale dal 2015 nelle 3.516 aziende lombarde e del Contratto Nazionale dal 2016.

Negare il diritto alla contrattazione decentrata di II livello, contrapponendola strumentalmente alla contrattazione nazionale, evidenzia una miope ostilità delle controparti, a tutti i livelli, nei confronti dei diritti delle lavoratrici e lavoratori del settore artigiano.  
 

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