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2019
COSTRUZIONI – 15 novembre giornata di mobilitazione nazionale. Dalle 10 alle 12 flash mob regionale al ponte di Annone Brianza
12/11/2019

Venerdì 15 novembre in tutta Italia si svolgerà la giornata di mobilitazione degli operai e impiegati della filiera delle costruzioni per rivendicare l’attuazione di una vera politica industriale che rilanci il paese.

Per quanto riguarda la Lombardia, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil regionali hanno organizzato un FLASH MOB il ponte della strada provinciale 49 sulla strada statale n. 36 del lago di Como e dello Spluga all’altezza di Annone Brianza.

Per non dimenticare, per rivendicare e per conquistare maggior sicurezza stradale, lavoro e sviluppo infrastrutturale del paese.

Alle ore 11 si svolgerà una conferenza stampa dei segretari generali di Feneal, Filca e Fillea della Lombardia. In quella sede verranno dettagliati i motivi e illustrata la piattaforma dell’iniziativa.
 

ACCORDO SUL RINNOVO DEL CONTRATTO LAPIDEI INDUSTRIA - In Lombardia circa 4 mila i lavoratori interessati
04/11/2019

Accordo raggiunto tra i sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Marmomacchine Confindustria e Anepla per il rinnovo del contratto lapidei industria, scaduto il 31 marzo scorso. In Lombardia sono circa 4.000 gli addetti interessati, 25mila  a livello nazionale. “L’aumento salariale – spiegano in una nota i segretari nazionali Pascucci, Federico e Fiorucci – è pari a 97 euro al livello C, diviso in 3 tranche: la prima di 29,10 euro a giugno 2019, la seconda di 19,40 euro a dicembre 2020 e l’ultima, di 48,50 euro, a gennaio 2022. Si tratta di 1.144,60 euro in tre anni, somma più alta dell’inflazione prevista dall’Istat, con aumenti certi e senza verifiche ex post". "Il Tem (trattamento economico minimo) viene calcolato e definito nei testi come aumento che tiene conto sia dell’inflazione, sia dei processi di trasformazione ed innovazione organizzativa del settore - aggiungono -. Un risultato molto importante che conferma l’efficacia del modello contrattuale attuato dalle nostre categorie nei settori dei materiali da costruzione, che si aggiunge ai rinnovi già fatti di cemento e laterizi e manufatti".

"La firma del rinnovo del contratto nazionale Lapidei – proseguono – completa così il lavoro sui tre settori industriali dei materiali delle nostre categorie, per i quali avevamo presentato una unica piattaforma con l’obiettivo di iniziare un processo di integrazione tra i rispettivi Ccnl. Il primo risultato è stato quello di aver gettato le basi per questa integrazione".

Come nei contratti precedenti, i sindacati hanno ottenuto l’impegno alla costruzione di un unico sistema bilaterale dove rafforzare ed implementare le relazioni industriali. hanno inoltre conquistato buoni avanzamenti sul welfare: per quanto riguarda la previdenza Complementare Arco, abbiamo ottenuto un aumento dello 0,70% del contributo a carico delle aziende che a regime passerà dall’1,80% al 2,50% (quindi con quota fissa a carico dei lavoratori che resta all’1,30%, per un totale di 3,80%), mentre per il fondo di sanità integrativa Altea l’aumento ottenuto è di due euro, passando da 13 a 15 euro mensili esigibili per ogni lavoratore del settore. Grazie al welfare contrattuale, inoltre, si garantisce che il welfare sia sempre più sociale, tarato sui bisogni delle persone. L’elemento di garanzia retributiva (egr) nelle aziende dove non è praticata la contrattazione di secondo livello viene aumentato di 20 euro (190 euro annui totali). L’accordo prevede una migliore gestione delle concessioni del lavoro part-time, una maggiore attenzione sul tema conciliazione vita lavoro.

L'accordo prevede inoltre il miglioramento della normativa vigente sui contratti a tempo determinato e somministrazione a termine, con un tetto del 25% complessivo. Ci sono maggiori tutele per le donne che hanno subito violenza e sono state inserite in percorsi di sostegno, e c’è l’estensione del congedo matrimoniale alle unioni civili. Anche tutto il tema della sicurezza e del rispetto ambientale è stato rafforzato, sia con l’introduzione della figura dell’Rlssa nelle imprese sopra 50 dipendenti, sia con un contributo di 4,25 euro al mese per ogni lavoratore a carico delle imprese da versare al Fondo Altea per un progetto di prevenzione sulla salute e sicurezza dei lavoratori. Infine sul tema del benessere organizzativo il testo prevede altre due ore di assemblea, in aggiunta a quelle previste dalla legge, dedicate esclusivamente alla persona. Le assemblee per sciogliere la riserva sull’ipotesi di accordo dovranno essere concluse entro il prossimo 29 novembre.

CRISI ANCELOR MITTAL - Fim Cisl Lombardia preoccupata per le ricadute 
06/11/2019

"La crisi a seguito del ritiro di Arcelor Mittal dal perfezionamento dell’acquisto dell’Ilva rischia di travolgere l’industria metalmeccanica lombarda, già affaticata dal calo del mercato dell’auto e alla frenata della Germania. Colpire l’industria siderurgica ex Ilva equivale a danneggiare a cascata tutta la filiera, perché renderà complicato l’approvvigionamento di acciaio e costringerà le nostre imprese a rifornirsi dall’estero, con gravi contraccolpi in termini di posti di lavoro anche nel settore metalmeccanico lombardo. La vertenza è una battaglia anche dei metalmeccanici di questa Regione". Così Andrea Donegà, segretario generale Fim Cisl Lombardia.

"Siamo molto preoccupati - aggiunge -. Innanzitutto per le possibile ricadute sui lavoratori delle sedi Arcelor di Milano e hinterland, sui dipendenti della controllata Innse Cilindri di Brescia, ma non solo. Pensiamo per esempio ai vari distretti industriali: la meccanica strumentale di Bergamo e Brescia e la metalmeccanica di Lecco, con il rischio di spostare all’estero la catena dei fornitori, con ripercussioni sulla competitività e conseguente perdita di valore e posti di lavoro, impoverendo tutto il tessuto produttivo. Il dramma legato all’ex Ilva si tradurrebbe in un miliardo di pil bruciato nel Nord del Paese, ovvero a tantissimi posti di lavoro che andrebbero in fumo". "Non possiamo mettere a rischio la nostra indipendenza industriale che aprirebbe le porte a una nuova crisi in una regione dove l’industria metalmeccanica mostra segnali preoccupanti - conclude . Terremo monitorata la situazione e, se necessario, attiveremo forme di mobilitazione per contrastare chi ha in mente un paese che non prevede un ruolo centrale per il lavoro".
 

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