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La paralisi burocratica dell'edilizia ferma anche cantieri regolari e legittimi. "Sospesi" 440 alloggi del Consorzio Cooperative Lavoratori. La Rete allestita presso le sedi di Cisl e Acli.
"Aspettiamo da 16 mesi". "Nel frattempo la nostra vita è sospesa". "Vogliamo solo risposte certe". Sono solo alcuni dei tanti messaggi che compongono la "Rete dell'Attesa", l'installazione simbolica che raccoglie le voci dei soci del Consorzio CCL in attesa da mesi del rilascio dei titoli edilizi. A oggi sono infatti 440 gli alloggi CCL a Milano – tra edilizia convenzionata, edilizia libera e abitazioni destinate alla locazione a canoni accessibili – le cui vite sono sospese. 5 le iniziative cooperative attualmente ferme e 16 i mesi trascorsi dall’ultimo incontro con i soci, senza che siano state fornite tempistiche certe sul futuro dei progetti.
Realizzata utilizzando una rete da cantiere, l'opera è il cuore della nuova campagna di sensibilizzazione #LaCasaNonPuòAttendere promossa da CCL – Consorzio Cooperative Lavoratori, ACLI Milanesi e CISL Milano Metropoli per dare voce alle famiglie in attesa e promuovere una riflessione sul diritto alla casa abbordabile e sulla necessità di una Milano capace di accogliere chi la vive e desidera continuare a viverci.
Nata lo scorso 11 giugno durante l'assemblea straordinaria dei soci di CCL, la "Rete dell'Attesa" è oggi presente in due luoghi del capoluogo lombardo: presso la sede di CCL e ACLI Milanesi, in via della Signora 3, e presso la sede di CISL Milano Metropoli, in via Valassina 22, trasformandosi in un'installazione aperta alla città. Due spazi aperti alla città, dove cittadini, lavoratori, famiglie e chiunque li attraversi possono leggere le testimonianze già raccolte e lasciare il proprio messaggio, contribuendo a mantenere alta l'attenzione su una questione che riguarda il futuro di Milano e il diritto all'abitare.
Dietro ogni biglietto appeso alla rete si nascondono storie di vita, sacrifici e progetti rimasti in sospeso. Persone che hanno scelto di investire nel proprio futuro a Milano e che oggi attendono l'avvio di interventi edilizi già pronti e del tutto legittimi. Un'attesa che non produce soltanto ritardi amministrativi, ma ha conseguenze concrete sul piano economico, organizzativo e personale, incidendo sulla possibilità di costruire un progetto di vita stabile e duraturo.
"Questa rete di cantiere non limita ma supporta. Sostiene e accoglie i pensieri e le speranze di attesa di casa dei nostri soci, una casa sognata anche perché abbordabile. Un’installazione con un forte significato simbolico, nata lo scorso 11 giugno nell’assemblea straordinaria delle cinque cooperative di CCL, per denunciare insieme alle associazioni promotrici del Consorzio una situazione francamente non più sostenibile per i nostri soci. Confidiamo negli impegni presi della vicesindaca Scavuzzo in quella occasione ma nel frattempo continuiamo a raccogliere voci di persone e famiglie in attesa di riscontro, pensieri sul valore di poter abitare nella propria città e su una Milano che sappia garantire la casa a chi la abita e vuole continuare a farlo” – dichiara Alessandro Maggioni, presidente del Consorzio Cooperative Lavoratori.
“Lo stallo del settore edilizio a Milano sta pesando sulle spalle di troppe famiglie. Dietro questo blocco ci sono persone reali, con i loro risparmi e i loro progetti di vita, che oggi si ritrovano nell'incertezza senza sapere quando potranno finalmente entrare in casa loro. Come Acli siamo molto preoccupati: il diritto all'abitare non può essere congelato in questo modo. Come ha ricordato l'Arcivescovo Delpini nel suo ultimo discorso di Sant'Ambrogio, quando una città chiude la porta in faccia a chi cerca casa rischia di perdere la sua stessa anima e la stabilità della sua comunità. E proprio per dare voce a questo disorientamento, la "Rete dell'Attesa" presso la sede delle Acli e del CCL in via della Signora è a disposizione della città. Per noi si tratta di un gesto di trasparenza e vicinanza concreta a chi sta subendo questa situazione e auspichiamo al più presto dall’amministrazione risposte chiare e tempi certi: le famiglie non possono più aspettare” – aggiunge Delfina Colombo, presidente Acli Milanesi.
“La paralisi dell’edilizia che sta colpendo Milano ha un costo sociale enorme e a pagarlo, ancora una volta, sono le famiglie e i lavoratori che aspettano di poter accedere a una casa. Oggi il problema dell’abitare è una delle più gravi emergenze della città: i prezzi degli alloggi hanno raggiunto livelli tali da rendere Milano inaccessibile a chi, pur avendo un lavoro stabile, percepisce un reddito medio. Tranvieri, insegnanti, infermieri, operatori della sicurezza, dipendenti pubblici e tanti lavoratori dei servizi fanno funzionare ogni giorno questa città, ma sempre più spesso sono costretti a vivere lontano dal luogo di lavoro, con costi economici e sociali insostenibili. Per questo è indispensabile rimettere in moto gli interventi edilizi e sbloccare i cantieri. Le esperienze della cooperazione, come quelle realizzate dal Consorzio Cooperative Lavoratori, dimostrano che è possibile offrire abitazioni di qualità a prezzi accessibili. Se però questi progetti restano fermi, si priva Milano di uno degli strumenti più efficaci per garantire il diritto alla casa. Chiediamo alle istituzioni di intervenire rapidamente per superare l’attuale situazione di stallo, dare certezze agli operatori e consentire la ripresa dei lavori. Fermare l’edilizia significa fermare il futuro di migliaia di famiglie e rendere Milano una città sempre più esclusiva e meno giusta” – conclude Giovanni Abimelech, segretario generale CISL Milano Metropoli.
La "Rete dell'Attesa" resterà aperta al contributo di tutti nelle prossime settimane. All'ingresso delle due sedi indicate saranno disponibili biglietti e penne per consentire ai cittadini di lasciare un messaggio, una riflessione o una testimonianza. Un gesto semplice per dare voce a chi aspetta, mantenere viva l'attenzione sul diritto all'abitare e immaginare insieme una Milano più inclusiva, accessibile e capace di accogliere.