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Lavora ed è integrato: il giudice dà ragione a un richiedente asilo del progetto Labour-Int 

Samba, già capitano della squadra di calcio Corelli Boys, potrà rimanere in Italia. Bove: “Il Decreto Salvini rischia di gettare nel sommerso molti migranti con un lavoro regolare”.

La Corte di Appello di Milano ha accolto il ricorso presentato da Samba Diouma Sow, uno dei 40 richiedenti asilo che hanno trovato un impiego grazie a Labour-INT, il progetto europeo, guidato in Italia da Anolf Cisl Milano e Fisascat Cisl Milano Metropoli, che attraverso la collaborazione con le altre organizzazioni sindacali, il Comune di Milano, gli Enti Bilaterali del commercio e le imprese del territorio promuove percorsi di formazione e inserimento lavorativo per i migranti di recente arrivo (sui 40 partecipanti alla prima edizione del progetto, che hanno seguito corsi di italiano, educazione civica e professionalizzanti - panetteria-pasticceria, settore elettrico, meccanica – 34 hanno trovato un lavoro regolare).

“La Corte - sottolinea l’avvocato Silvia Balestro, il legale che per conto del sindacato ha difeso il lavoratore - ha ritenuto che Samba potrebbe subire ripercussioni psico-fisiche dannose nel caso di rigetto della sua domanda di protezione umanitaria, derivanti dalla perdita dei rapporti stabili costruiti sul nostro territorio e dal rientro in Senegal, dove ha avuto una difficile condizione di vita ed uno stato di povertà tale da privarlo dei più elementari diritti, quale quello di una adeguata alimentazione e di un tenore di vita decoroso”.   

Con la sentenza n. 4121 del 15 ottobre 2019, il giudice ha riformato l’ordinanza del Tribunale di Milano che in data 5 aprile 2018 aveva respinto il ricorso contro il diniego della domanda di riconoscimento della protezione internazionale del cittadino senegalese.

“Una vittoria importante - commenta il presidente di Anolf Cisl Milano, Maurizio Bove - soprattutto perché il giudice ha dato il giusto rilievo ad un percorso di inserimento in Italia particolarmente positivo. Fin dal suo arrivo, Samba si è impegnato, ha studiato l’italiano, ha conseguito la licenza media e, dopo il percorso di formazione e il tirocinio previsto dal progetto, ha trovato un impiego con un contratto della durata di tre anni. E’ giusto, quindi, permettergli di continuare a vivere regolarmente nel nostro Paese. Assurde, al contrario, le modifiche introdotte dal Decreto Salvini, che con l’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari rischiano di gettare nell’irregolarità molti dei compagni di corso di Samba, nonostante abbiano trovato un lavoro e siano, come lui, ormai integrati”.

Samba, già capitano della Corelli Boys, la squadra di calcio del centro di accoglienza di via Corelli, destinato a diventare un centro di permanenza per i rimpatri per effetto del Decreto Salvini, è oggi impiegato in una delle più note catene di fast-food milanesi.


 

17/10/2019
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