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Case a Milano: l'allarme di Sicet, Fnp Cisl e Terzo Settore

La Regione Lombardia non rinnova la convenzione con i sindacati degli inquilini: anziani e persone fragili in difficoltà a presentare la domanda per gli alloggi popolari.

Nel 2025 a Milano sono state presentate 17.300 domande di casa popolare e sono stati assegnati solo 992 alloggi rispetto ai 1.870 previsti.  Oggi 390 famiglie sfrattate o senza casa hanno l’assegnazione di una casa temporanea (SAT) “sulla carta” ma da mesi attendono di avere un tetto vero sulla testa. E dal 2021 al 2025 il patrimonio pubblico è calato di 1.687 unità.

Nel 2026 a questo quadro drammatico si è aggiunta anche la difficoltà o l’impossibilità di presentare domanda per molti nuclei in condizione di grave fragilità a causa di banali problemi burocratici. Questo perché la Regione Lombardia ha deciso di non rinnovare la convenzione gratuita che consentiva alle persone prive di Spid di delegare ai sindacati degli inquilini questo compito.  

“Potremmo assistere al paradosso per cui mentre il bisogno di casa continua ad aumentare il numero di domande diminuisce – osserva il segretario generale del Sicet di Milano, Mattia Gatti -. La scelta della Regione è assolutamente immotivata e incomprensibile perché la convenzione non ha nessun costo per le istituzioni pubbliche e per i contribuenti ed era stata avviata proprio per rispondere alle esigenze delle persone più fragili che non possono recarsi ad uno sportello. Solo noi del Sicet nel 2025 avevamo raccolto e inoltrato più di 2.000 domande, segno che il problema esiste ed è diffuso”.

Il sindacato degli inquilini della Cisl non si è limitato ad accogliere i cittadini presso i propri sportelli ma grazie alla convenzione ha potuto effettuare consulenze a distanza a persone malate e recarsi direttamente nei luoghi che ospitano chi vive in condizioni di grave disagio ed esclusione: dai dormitori ai centri di accoglienza, dalle carceri alle comunità.

A risultare gravemente discriminati sono in particolare gli anziani soli che non hanno supporti famigliari, gli utenti fragili che non sanno utilizzare questi strumenti e molte persone invalide. Per loro accedere alla piattaforma regionale che permette di presentare la domanda è praticamente impossibile.  

“A Milano e nell’hinterland – nota il segretario generale della Fnp Cisl di Milano, Marino Perotta - sono molti i pensionati che si trovano in difficoltà con gli strumenti digitali. Lo vediamo da quante richieste di aiuto arrivano alle nostre sedi, dove è attivo uno sportello di consulenza e assistenza specifico e dove aiutiamo gli anziani ad attivare e usare la Carta d’identità elettronica. Troviamo ingiusto lasciare da soli cittadini anziani fragili, che devono presentare domanda di casa popolare e in molti casi non riuscirebbero a farlo senza un aiuto dal sindacato. Significa aggiungere una diseguaglianza, in una città già diseguale”.

La decisione della Regione penalizza anche le persone sotto tutela giuridica del Comune di Milano e tutti coloro che, in stato di detenzione o in comunità, non possono disporre di un accesso diretto a Internet e quindi di uno Spid.

A novembre 2025 i sindacati degli inquilini avevano scritto all’assessore regionale alla Casa per chiedere il rinnovo della convenzione che era in scadenza a dicembre e successivamente hanno inviato un sollecito nel febbraio 2026.

Lo scorso aprile poi 25 associazioni del volontariato, tra cui Caritas Ambrosiana e Comunità di Sant’Egidio, hanno inviato una lettera formale al presidente della Regione Lombardia e all’assessore alla Casa con la stessa richiesta, ma non è mai arrivata nessuna risposta e oggi, a poche settimane dalla chiusura del bando per le case popolari di Milano, centinaia di cittadini ne sono esclusi pur avendo i requisiti per ottenere un’assegnazione.

Guarda il servizio del Tg Tre Rai Lombardia

05/11/2026
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