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Al centro del dibattito il costo della vita e dell'abitare a Milano. Rieletta la segreteria uscente composta anche da Eros Lanzoni, Alessandro Marchesetti e Sabria Sharif.
Giovanni Abimelech è stato riconfermato segretario generale della Cisl Milano Metropoli, al termine del 4° Congresso territoriale che si è tenuto fra il 31 marzo e l’1 aprile ed è stato chiuso dall’intervento della leader nazionale del sindacato Daniela Fumarola.
L’assise ha scelto come slogan “Milano da vivere….”, a significare le difficoltà che incontrano i lavoratori e le famiglie, anche quelle del cosiddetto “ceto medio”, a prendere casa in città
“Milano – ha dichiarato Abimelech – è troppo costosa, e infatti si fa fatica a trovare insegnanti, tranvieri, infermieri, operatori sanitari, addetti alle pulizie delle strade, poliziotti, personale del turismo e altri profili: chi si prende cura della città e la fa funzionare non può permettersi di viverci. E questo è inaccettabile: bisogna potenziare la contrattazione aziendale e territoriale per rendere le buste paga più pesanti e modificare l’organizzazione del lavoro, anche per facilitare la conciliazione fra vita privata e professionale”.
Una ricerca della Cisl fra i propri iscritti (in gran parte lavoratori e pensionati, quindi persone con un reddito abbastanza stabile) ha evidenziato che 7 intervistati su 10 risparmiano sugli alimenti o li acquistano di minore qualità; 1 su 4 ricorre a prestiti di banche o parenti per fare quadrare i conti; 1 su 3 non sarebbe capace di affrontare una spesa imprevista di 1.500 euro; il 27% rinuncia a curarsi. I dati sono di qualche mese fa, ma la situazione non è certamente migliorata, anzi.
L’ostacolo più grosso è costituito dall’abitazione. Nel corso del dibattito si è tenuto un convegno su questo tema, a cui ha partecipato anche l’assessore comunale alla Casa Fabio Bottero. La Cisl ha presentato una proposta-provocazione per recuperare una parte considerevole dei 7.500 appartamenti vuoti e sfitti di proprietà di MM e Aler, che non vengono assegnati soprattutto perché necessitano di manutenzione.
“A Comune e Regione – ha aggiunto Abimelech – questi alloggi costano circa 30 milioni die euro all’anno di spese varie, anche tenendoli vuoti. Noi abbiamo fatto dei conti e crediamo che accendendo dei mutui ventennali per 12 milioni di euro all’anno se ne potrebbero recuperare e ristrutturare in tempi brevI circa 6 mila da destinare anche ai lavoratori in lista per una casa popolare. Visto che siamo in una situazione di emergenza, per rendere le procedure più semplici la partita andrebbe affidata ad un commissario nominato ad hoc. Alle istituzioni e alle parti sociali chiediamo di aprire un confronto”.
La Cisl milanese conta oltre 185 mila iscritti, circa 4.500 delegati aziendali e 150 sedi e recapiti distribuiti su quasi tutti i Comuni dell’area metropolitana.
Entro il 2024 dirà addio alla storica sede di via Tadino 23, inaugurata il 2 dicembre 1961 dall’allora arcivescovo milanese Giovanni Battista Montini, il futuro Papa Paolo VI. Il sindacato si trasferirà in via Valassina 22, in un nuovo stabile più funzionale e adatto ai tempi, che si aprirà al quartiere e alla città.
Il Congresso ha riconfermato la segreteria uscente composta, oltre che da Abimelech, da Eros Lanzoni, Alessandro Marchesetti e Sabria Sharif.