MERCATO DEL LAVORO
IL CASO AFOL METROPOLITANA

Gerla: Italia indietro nelle politiche per il lavoro. Ma c'è un "modello Milano"

Il segretario generale della Cisl è intervenuto, a nome dei sindacati confederali, ad un convegno sui servizi per l'impiego.

Afol Metropolitana è una delle principali agenzie attive nella gestione delle politiche del lavoro operanti in Lombardia. La genesi di questa struttura e il percorso che ha portato alla definizione attuale sono stati tracciati in un volume - curato dal direttore Giuseppe Zingale e dal vicepresidente Mattia Granata - che è stato presentato oggi a Milano: “Un modello di servizi integrati per il lavoro” (Franco Angeli). Al dibattito hanno partecipato, fra gli altri, l’assessore alla Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, Melania De Nichilo Rizzoli, e il presidente del Cnel (nonché ex ministro del Lavoro), Tiziano Treu. A nome dei sindacati confederali milanesi ha parlato il segretario generale della Cisl, Carlo Gerla. Di seguito alcuni passi del suo intervento.

Afol: modello da estendere
“Grazie a un lavoro di rete Afol è diventata l’unica realtà del nostro Paese che gestisce concretamente i servizi per il lavoro. Un ‘modello Milano’ da estendere e che fa invidia a molti. Un ‘modello Milano’ che va ben custodito e rafforzato”.

La persona al centro
“Le politiche dei servizi integrati per il lavoro non si fanno a prescindere dalla ‘persona’, ma insieme ad essa. Ogni lavoratore ha bisogni e competenze particolari e necessita di un orientamento e di un sostegno mirati. Ma soprattutto non va lasciato solo, bensì aiutato a trovare una nuova occupazione idonea”. 

Italia indietro nelle politiche attive per il lavoro
“L’Italia sta affrontando con grande ritardo il tema delle politiche attive e dei servizi per il lavoro e investe molto meno dei principali Paesi europei. Nel 2015 (ultimo dato Eurostat disponibile) si sono spesi 7,6 miliardi di euro, a fronte dei 21,9 della Francia e dei 19,1 della Germania. Anche il confronto delle forze-lavoro è impietoso: la rete italiana dei Centri per l’impiego conta su 7.500 dipendenti (oltre a circa 3.400 con contratti a tempo determinato), rispetto ai 110mila della Germania e ai 50mila della Francia”.

Partenariato sociale e l’esempio concreto di Afol e Cesil
“Un ruolo chiave nella buona riuscita del sistema integrato delle politiche attive è esercitato dal partenariato economico e sociale. Il dialogo e l’integrazione delle politiche attive con quelle dell’istruzione, della formazione e per lo sviluppo territoriale, sono indispensabili al buon funzionamento della Rete perché mettono in sinergia attori e politiche, capitalizzando le risorse a disposizione. Il sindacato confederale vi ha sempre creduto e lavora affinché questa Rete si rafforzi. Un esempio di buone prassi rispetto al lavoro di partenariato e di Rete è rappresentato concretamente da Afol e Cesil, con la condivisione dei bandi dedicati alla riqualificazione del personale messo in esubero dalle aziende e l’attività degli sportelli indirizzata alla presa in carico della persona”.

Occupazione: servono servizi personalizzati, non incentivi
“Le politiche attive non sono la ‘bacchetta magica’ che risolverà il problema della disoccupazione, ma favoriscono il miglioramento delle competenze e aiutano lavoratori e imprese ad entrare in contatto. Non sono gli incentivi, ma i servizi personalizzati e le azioni mirate di presa in carico e accompagnamento che permettono di sostenere il disoccupato, passo dopo passo, e lo aiutano a trovare un’occupazione, anche molto diversa da quella precedente”.

Coordinamento nazionale, ma ‘occhio’ sul locale
“Le politiche attive devono essere coordinate a livello nazionale ma vanno fortemente collegate al mercato del lavoro locale. Vanno rinforzate soprattutto per combattere la disoccupazione giovanile. L’Italia presenta diversi mercati del lavoro e aree con tendenze diametralmente opposte, occorre affiancare gli strumenti nazionali con ulteriori azioni di potenziamento, a partire dai Centri per l’impiego, e di messa in rete con i soggetti privati e le parti sociali”.
 

22/10/2018