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RISCHIO TRASLOCO IN BRIANZA

Franco Tosi, Gambarelli (Fim): "Basta tira e molla sul prezzo delle aree"

Se la famiglia Presezzi dovesse decidere di trasferire lo stabilimento in Brianza, nella sede centrale di Burago Molgora,  Legnano verrebbe a perdere la sua storica azienda nel cuore della città, mentre i 200 posti di lavoro sarebbero messi seriamente a repentaglio.

“Premesso che ognuno fa la sua parte, resta il fatto che non si può andare avanti nell’incertezza, a marzo, al tavolo del MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) Alberto Presezzi aveva fatto una precisa offerta di 3 milioni di euro che era stata giudicata congrua anche dal Commissario Andrea Lolli, adesso non si può cambiare ancora le carte in tavola. A giugno la proprietà attendeva una risposta che, purtroppo, non c’è stata così come non c’è stato l’avvio di alcun bando per l’acquisto dell’area in questione”. 

E’ quanto afferma Christian Gambarelli, segretario generale della Fim Cisl Milano Metropoli in riferimento agli ultimi sviluppi della ‘querelle’ Franco Tosi. L’azienda ora di proprietà della famiglia Presezzi di Burago Molgora in Brianza. E’ di un paio di giorni fa l’uscita della signora Barbara di Febo in Presezzi alla guida della Tosi. Purtroppo abbiamo appena saputo, dopo vari solleciti, che la nostra offerta non è stata considerata idonea”. 

Parole che hanno rimesso in apprensione (più che legittima) gli oltre 200 lavoratori che sono attualmente impiegati all’interno della storica fabbrica metalmeccanica che sorge nel cuore di Legnano. “Presezzi – spiega Gambarelli – finora ha tenuto fede alla parola data, non si può tirare troppo la corda. Ricordiamoci che per lui costruire un capannone in Brianza, dove ha già il suo centro operativo, costerebbe molto di meno. Chiediamo al Commissario Straordinario Andrea Lolli di lasciare da parte i tentennamenti e proseguire sulla linea che avevamo convenuto in marzo al Ministero”.

D’altronde Presezzi investe attualmente già un milione di euro per l’affitto delle aree dove sorge la Franco Tosi. Naturalmente, più si allunga questo periodo d’impasse e più questa somma tende a crescere e ad aggiungersi all’offerta formulata per l’acquisto della superficie in questione. 

Accanto alla questione del futuro dei 200 lavoratori, Gambarelli pone l’accento sulla prospettiva futura:  “Presezzi dovrebbe fare degli investimenti nel campo dell’innovazione, noi di questo vorremmo parlare. Vorremmo incalzarlo sotto il profilo della contrattazione di secondo livello. Penso anche alla sanificazione e ammodernamento di alcuni ambienti. Ma è evidente che senza risposte certe e un futuro ben delineato si naviga a vista. E questo non va bene”.

Ad oggi, infatti, le commesse ci sono.

“I lavoratori vanno avanti su più turni, sono impegnati anche nei fine settimana – ricorda il segeratrio della Fim Cisl - ma il nostro timore è che dinanzi ad una situazione di incertezza protratta, a settembre potremmo trovarci con un calo degli ordinativi e, di conseguenza, con un problema che a catena ricadrebbe sul personale. E’ anche per questo che non si può continuare a tergiversare”.

Parole più o meno analoghe sono pronunciate anche da Beppe Oliva della Cisl Milano Metropoli e responsabile per il territorio Legnano Magenta: “Non si può giocare perché poi a fine in mezzo ad una strada ci vanno le persone con le loro famiglie. Quindi, l’auspicio è ad una seria presa di responsabilità da tutte le parti in gioco”.

06/07/2018
Fabrizio Valenti - fabrizio.valenti@tin.it