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INDAGINE

"Milano competitiva in Europa. Ma la città che brilla non deve lasciare indietro nessuno” 

Il segretario generale della Cisl, Carlo Gerla, commenta i dati dell’Osservatorio Milano 2018 di Assolombarda e Comune: “I problemi si risolvono con  la progettualità, l’impegno, il gusto ambrosiano per le cose ben fatte, la collaborazione di tutti”.

È stato presentato oggi a Palazzo Marino, dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e dal presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, l’Osservatorio Milano 2018 (www.osservatoriomilanoscoreboard.it), che attraverso 221 indicatori misura l’attrattività e la competitività della città nel confronto con i principali benchmark internazionali.  Tra le novità di quest’anno, l’estensione del confronto a livello globale in termini di attrattività e reputazione. Nella comparazione allargata Milano appare ben posizionata, in virtù di un ruolo essenzialmente economico-produttivo. Il capoluogo lombardo, infatti, evidenzia interessanti similitudini con Chicago, Barcellona e Monaco: tutti poli economici, a spiccata vocazione internazionale e senza funzione di capitale politica. 

“L’indagine – commenta il segretario generale della Cisl milanese, Carlo Gerla - conferma la competitività e l’attrattività di Milano in rapporto alle città europee analizzate e il suo ruolo di punta avanzata e modello in Italia. Rispetto all’Europa c’è un gap da recuperare in tema di  lavoro, in particolare per i giovani e le donne; inoltre c’è molto da fare su  inclusione sociale e periferie, perché la città che brilla non deve e non può lasciare indietro nessuno. I problemi non si risolvono con la bacchetta magica ma con la progettualità, l’impegno, il gusto ambrosiano per le cose ben fatte, la collaborazione di tutti, ognuno per le proprie competenze e responsabilità: istituzioni, imprese, sindacati, la Chiesa, il Terzo settore. La Cisl ha fatto e farà la sua parte e vuole essere protagonista di queste sfide”. 

Dall’Osservatorio emerge che Milano è tra le prime cinque aree urbane in Europa in ognuna delle vocazioni identificate come prioritarie a livello internazionale e a elevato potenziale di crescita: scienze della vita, agroalimentare, manifattura 4.0, arte cultura e design, finanza. Per le attività legate a moda, design e creatività, Milano, per esempio, supera sia Madrid sia Barcellona sia Berlino. Inoltre, emergono segnali di un possibile cambiamento di tendenza in direzione di un maggior ruolo di Milano come piazza finanziaria. Un ulteriore ambito di grande competitività è quello delle scienze della vita, una filiera forte nel confronto europeo, in crescita e con elevate prospettive e potenzialità. Del resto, il fermento percepito nell’edizione dello scorso anno trova ora piena conferma nei numeri della crescita economica: a fine 2017 il Pil milanese si posiziona sopra i livelli del 2008 del +3,1%, a fronte di una Italia ancora sotto del -4,5%.

Per essere realmente attrattiva, una città deve dimostrarsi inclusiva e quindi sostenibile da un punto di vista sociale. Della realtà milanese emerge un quadro con punti di forza e aspetti da sviluppare. Da un lato, alla crescente attrattività verso talenti e studenti internazionali si contrappone il rischio di una mancata valorizzazione del capitale giovanile locale, come traspare dai dati di disoccupazione giovanile, di abbandono scolastico e di incidenza del fenomeno NEET (not engaged in education, employment or training). In questo scenario è positivo rilevare come Milano sia da sempre città aperta all’accoglienza, che lavora per migliorare il fenomeno di povertà e con una tradizione ambrosiana di inclusione, che si fonda su un vivace ed efficiente volontariato e su un dinamico settore no profit. Infine, resta aperto il tema donne e lavoro: è importante contrastare il divario tra donne e uomini nel mercato del lavoro, ricercando maggior partecipazione femminile anche attraverso una maggiore offerta di servizi in grado di avvicinare esigenze di famiglia, vita e lavoro.
 

25/06/2018
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