.
ATTUALITÀ
PREOCCUPAZIONE

Riforma della disabilità: a Milano emergono subito le criticità della sperimentazione

Cgil, Cisl, Uil e Patronati chiedono interventi urgenti: costi insostenibili e disagi per gli utenti.

È bastata una settimana dall’avvio della sperimentazione della riforma della disabilità nel territorio milanese perché le preoccupazioni espresse da Cgil Milano, Cgil Ticino-Olona, Cisl Milano Metropoli, Uil Milano e Lombardia e dai rispettivi Patronati trovassero purtroppo una conferma nella realtà dei fatti.

Una realtà che assume il volto dei medici di medicina generale che comunicano ai propri pazienti che, “a causa di nuove disposizioni governative”, non redigeranno più i certificati di invalidità invitando a rivolgersi ai medici dei Patronati. Una realtà che si traduce anche in richieste economiche insostenibili: c’è chi si è visto chiedere 270 euro per ciascun certificato medico introduttivo – una spesa che, nel caso di chi deve avviare la pratica per entrambi i genitori, diventa ancora più pesante – oppure 300 euro per certificato.

Sta accadendo esattamente quanto già verificatosi nei territori dove la sperimentazione è partita nel 2025: medici di base che si rifiutano di redigere i certificati secondo le nuove procedure oppure che chiedono cifre molto elevate per farlo.

Altrettanto concreta, purtroppo, è la situazione relativa alle visite delle commissioni mediche per il riconoscimento dell’invalidità. Ad oggi risulta aperta una sola sede INPS in tutto il territorio dell’area metropolitana di Milano, a fronte delle quattro – già insufficienti – annunciate nelle scorse settimane dall’Istituto.

È facile prevedere che nei prossimi giorni la situazione possa ulteriormente peggiorare. Come già accaduto altrove, il rischio è che molte persone in condizioni di fragilità vedano compromesso un diritto fondamentale: il riconoscimento della propria condizione di disabilità. Anche chi riuscirà, con grande difficoltà, a ottenere il certificato medico introduttivo potrebbe trovarsi ad affrontare tempi lunghissimi sia per la convocazione in commissione sia per il rilascio della documentazione, indispensabile per accedere a diritti, prestazioni e per attivare il cosiddetto “progetto di vita”.

Per queste ragioni Cgil Milano, Cgil Ticino-Olona, Cisl Milano Metropoli, Uil Milano e Lombardia e i rispettivi Patronati chiedono un intervento immediato delle Istituzioni, a partire dal Governo e dalla Ministra per le Disabilità.

Occorre agire subito per evitare che una riforma nata con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità finisca, nei fatti, per trasformarsi in un ulteriore ostacolo e in una nuova forma di discriminazione nei confronti dei soggetti più fragili.

13/03/2026