CASE POPOLARI
Occupazioni tra disagio, illegalità e malafede

Il problema è soprattutto sociale e il primo passo è l'assegnazione degli alloggi. LUNEDì 24 IN VIATA TADINO CONFERENZA STAMPA DI CISL E SICET

Il problema delle occupazioni degli alloggi popolari torna ciclicamente nel dibattito pubblico e ogni volta si sviluppa e cresce sulle medesime direttrici di pensiero ed è sostenuto dagli stessi luoghi comuni.
Colpisce come su questo tema le argomentazioni dei diversi schieramenti politici siano sostanzialmente identiche, molto più attente a catturare il facile consenso elettorale, anziché a coglierne il grave e irrisolto bisogno sociale.


Gli amministratori pubblici che richiamano insistentemente il rispetto della legalità e delle regole, sono gli stessi che hanno permesso che oltre 9.700 alloggi pubblici siano oggi sfitti, incuranti delle migliaia di famiglie in graduatoria per ottenere una casa popolare, e che hanno abbandonato i quartieri popolari al degrado e all’insicurezza sociale. Se da una lato è assolutamente vero che non si deve cedere all’illegalità, è altrettanto vero che, prima di tutto, si deve porre il tema della giustizia sul tavolo della discussione.

In questo senso ci è sembrato opportuno il richiamo fatto dal Prefetto Tronca al termine dell’incontro di ieri. Nel novembre 2012 tutti i sindacati inquilini e confederali e il Comune di Milano hanno sottoscritto un accordo che, in applicazione di una legge regionale, prevede in modo preciso le procedure per regolarizzare le famiglie occupanti in stato di bisogno e intervenire immediatamente sulle occupazioni in flagranza.


Perché il Comune di Milano non ha mai dato seguito a questo accordo? Perché la Regione Lombardia vorrebbe negare questa possibilità prevista da una sua legge?


Su questi temi e per spiegare i contenuti dell’accordo è indetta una


CONFERENZA STAMPA


Venerdì 21 novembre, ore 11
c/o CISL - Via Tadino 20 (Sala Don Milani)

20/11/2014
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