SPECIALE CONGRESSO
FEDERAZIONE LAVORATORI SETTORE ELETTRICO

FLAEI - Le reti dell'energia e quelle del sindacato. Sviluppo, tariffe, occupazione

Il congresso degli elettrici ha riflettutto sullo sviluppo della politica energetica  e sul ruolo dei lavoratori all'interno di un  settore in rapida evoluzione. SFOGLIA la relazione, guarda il VIDEO,  vai alla  FOTOGALLERY

 

 

Gran parte del futuro della moderna economia si gioca sull’orientamento delle politiche energetiche. Un sindacato che rappresenta i lavoratori elettrici come la Flaei Cisl non può non occuparsi  d come stanno andato le cose  e quali sono le prospettive in questo settore. Un congresso, poi, è l’occasione ottimale per fare il punto su un comparto in rapida e frenetica evoluzione, dove le maggiori aziende nazionali e internazionali si stanno riorganizzando secondo criteri  nuovi che implicano anche relazioni industriali diverse rispetto a quelle tradizionali. Al XVII congresso di Flaei Milano (31 gennaio – 1 febbraio in una sala della Basilica di San Lorenzo) le questioni contrattuali, proprie della categoria, s’intrecciano con quelle relative alle scelte strategiche della politica e delle aziende e con le ricadute  sociali (costi, tariffe, ambiente).

Una prima costatazione sostanzialmente positiva – si legge nella relazione della segreteria letta dal segretario generale Gianmario Stefanelli - riguarda la scelta del metodo impiegato dal governo tecnico per dare chiarezza, pubblicità e trasparenza al processo di rimodulazione  degli incentivi alle fonti rinnovabili. Il peso (prima delle tasse) degli incentivi sulla bolletta è complessivamente pari al 22%, ovvero tre volte il peso del  costo del lavoro  degli addetti delle aziende del settore”.

In generale  “nell’ultimo anno sono cresciute le  convergente intorno alla necessità di riportare ad un unico punto di governo le scelte in materia di energia: è implicita l’ ammissione dell’inadeguatezza del sistema “liberalizzato, privatizzato, decentrato”: per la Flaei è una magra consolozione  verificare nei fatti di aver avuto ragione: ora si tratta di superare un momento critico e attrezzarsi e attrezzarsi per un futuro in cui con molta probabilità crescerà il peso delle energie rinnovabili e calerà quello delle energie tradizionali.  Per affronatare questo scenario emergono due elementi:  il primo riguarda il prezzo di formazione dei prezzi e delle tariffe, il secondo le possibili sinergie tra le elettrecità, energia termica e mobilità."

Un altro argomento centrale della relazione di Stefanelli riguarda le prospettive occupazionali del settore  "Accanto a elementi di debolezza strutturale di alcuni segmenti del settore ce ne sono altri, probabilmente quelli con maggiore peso occupazionale, che risultano palesemte sottodimensionati e che traggono equilibrio economico  da logiche tariffarie fissate dall'Autorità".  E poi "c'è da aggiungere che il ruolo della rete elettrica diverrà sempre più centrale e nevralgico rispetto alle gestione complessiva dell'energia, assumendo sempre più una funzione di terziarità, regolazione e supporto alle varie  forme di produzione diffusa. Questi elementi rendono il lavoro elettrico sempre più vitale, professionale pregiato: è una dinamica che dobbiamo riuscire a tradurre in potere di acquisto permettendo alle retribuzioni degli elettrici di risalire nella graduatoria degli stipendi europei".

La relazione della segreteria  ha poi affrontato altre questioni più intere al progetto di riorganizzazione della Cisl e in particolare  il progetto Cisl reti che prevede la partecipazione  della Fit (trasporti), Fistel (editoria e postelegrafonici) e appunto la Flaei.

Nel corso del dibattito è intervenuto a nome delle segreteria confederale Renato Zambelli , il quale, tra l’altro ha sottolineato come, a livello locale, la riorganizzazione  del sindacato e in particolare il progetto Reti, sia funzionale alla riorganizzazione  istituzionale del territorio che si realizzerà con la prossima costituzione dell’area metropolitana milanese.

01/02/2013
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